Il cacciatore di aquiloni

•Agosto 2, 2008 • Lascia un Commento

Il libro “Il cacciatore di aquiloni” racconta di Amir, un ragazzo afghano di etnia Pashtun abitante a Kabul (orfano della madre), e del suo senso di colpa per il suo amico, Hassan, figlio del suo servo di etnia Hazara. I due bambini giocavano a “cacciare” gli aquiloni, ovvero cercare di tagliare il filo dell’aquilone avversario. Un giorno Hassan e Amir incontrano dei ragazzi più grandi con ideali razzisti sulle diverse etnie, e Hassan, per proteggere il suo amico e padrone minaccia i ragazzacci con una fionda. Questi ultimi si vendicheranno poi violentando Hassan, e Amir, vedendo il fatto, per paura e ingenuità cerca di allontanare Hassan. Nel 1981, durante l’invasione russa in Afghanistan, Amir e suo padre scappano in California, negli USA. Qui Amir trascorre la sua giovinezza: si laurea in letteratura inglese, ottiene come moglie la figlia di un ex-generale afghano e purtroppo suo padre muore per un cancro ai polmoni, nel 1986. Nel 2001 l’amico di suo padre, che era rimasto a Kabul, gli chiede di fargli visita. Amir arriva in aereo fino in Pakistan e poi si traveste (con una lunga barba finta) da Talebano, avendo così il permesso di tornare in Afghanistan. Arrivato a Peshawar, incontra l’amico di famiglia, ormai anziano e malato, che gli riferisce la morte di Hassan, ucciso dai Talebani mentre proteggeva la vecchia abitazione di Amir. Hassan inoltre ha avuto un figlio, Sohrab, e per ultimo Amir viene a conoscenza del segreto che suo padre gli ha sempre tenuto nascosto: Amir e Hassan erano fratelli avuti da donne diverse. Scioccato, Amir decide di cercare suo nipote, quindi parte per Kabul e le tracce lo conducono fino ad un edificio utilizzato come orfanotrofio. Ma qui si scopre che un Talebano diverse volte veniva a prendersi bambini e bambine, che quasi mai tornavano. Così Amir continua la ricerca di questo bambino in un fortino controllato dai miliziani. Qui incontrerà il comandante, che è Assef, ovvero il ragazzo che ha violentato Hassan quando era bambino. L’uomo mostra il bambino e riconosce Amir, nonostante la barba finta. Così si vendica per i torti subiti da Amir e Hassan da bambini e inizia la coluttazione tra i due; Amir si trova in difficoltà ma Sohrab, proprio come il padre molti anni prima, punta una fionda contro l’ufficiale, e lo acceca. Amir poi prende suo nipote e scappano dal fortino, mentre i Talebani gli sparano. Passato il confine con il Pakistan finalmente sono entrambi salvi. A Islamabad Amir cerca di ottenere l’adozione di Sohrab ma capisce che è praticamente impossibile. Lo comunica al bambino che per paura di dover tornare in orfanotrofio tenta il suicidio. I medici lo salvano ed è un nuovo senso di colpa per Amir. Dopo aver risolto la pratica del visto e dell’adozione Amir torna con Sohrab in America. Amir inizia il lungo e doloroso processo perché Sohrab dimentichi gli abusi subiti ed inizi una nuova vita con loro e gli aquiloni in California.

Autore: Khaled Hosseini

Altre opere di Khaled Hosseini : Il cacciatore di aquiloni , Mille splendidi soli

Fonte: it.wikipedia.org

Viaggi e mete turistiche

•Giugno 11, 2008 • Lascia un Commento

Recensioni libri

•Giugno 10, 2008 • Lascia un Commento

Libri : il sito my-libraryblog è un blog ricco di recensioni, sintesi e commenti di libri. Partecipa anche tu alla community che si è sviluppata attorno a questo blog: oltre 170 recensioni e migliaia di commenti ti aspettano.

Queste le recensioni più lette:

Buona lettura!

Libri

•Giugno 8, 2008 • Lascia un Commento

Questo è l’elenco alfabetico dei libri più cercati su omnialibri:

 1 1984   2 Alta fedeltà   3 Alta finanza 
 4 Angeli e demoni   5 Anna Karenina   6 Aspettando Godot 
 7 Bel-Ami   8 Cent’anni di solitudine   9 Come Dio comanda 
 10 Contro il Codice da Vinci   11 Cronaca di una morte annunciata   12 Crypto 
 13 Cuore di tenebra   14 Delitto e castigo   15 Demian 
 16 Di noi tre   17 Donne informate sui fatti   18 Due di due 
 19 Fahrenheit 451   20 Fango   21 Gomorra 
 22 Ho voglia di te   23 I dolori del giovane Werther   24 I love shopping 
 25 I love shopping a New York   26 I love shopping in bianco   27 I Malavoglia 
 28 I pilastri della terra   29 Il barone rampante   30 Il cacciatore di aquiloni 
 31 Il cavaliere inesistente   32 Il codice da Vinci   33 Il coperchio del mare 
 34 Il delfino   35 Il diario di Jane Somers   36 Il fu Mattia Pascal 
 37 Il gabbiano Jonathan Livingston   38 Il giorno della civetta   39 Il giovane Holden 
 40 Il grande Gatsby   41 Il lupo della steppa   42 Il nome della rosa 
 43 Il Piccolo Principe   44 Il processo   45 Il ritratto di Dorian Gray 
 46 Il vecchio e il mare   47 Il visconte dimezzato   48 Io non ho paura 
 49 Io uccido   50 Jane Eyre   51 Kitchen 
 52 La casa degli spiriti   53 La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili   54 La coscienza di Zeno 
 55 La fattoria degli animali   56 La metamorfosi   57 La mia vita su un piatto 
 58 La ragazza di Bube   59 La signora delle camelie   60 La sovrana lettrice 
 61 La verità del ghiaccio   62 La voce del violino   63 L’abito di piume 
 64 L’amico ritrovato   65 L’amore ai tempi del colera   66 L’armata perduta 
 67 Le affinità elettive   68 L’esclusa   69 L’insostenibile leggerezza dell’essere 
 70 L’ombra del vento   71 Madame Bovary   72 Maruzza Musumeci 
 73 Mastro don Gesualdo   74 Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese!   75 mille splendidi soli 
 76 Mondo senza fine   77 Narciso e Boccadoro   78 Non ti muovere 
 79 Novecento   80 Oliver Twist   81 Orgoglio e pregiudizio 
 82 Persuasione   83 Scusa ma ti chiamo amore   84 Se questo è un uomo 
 85 Senilità   86 Seta   87 Siddharta 
 88 Sostiene Pereira   89 Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare   90 Tecniche di seduzione 
 91 Ti prendo e ti porto via   92 Tre metri sopra il cielo   93 Treno di panna 
 94 Tsugumi   95 Una fortuna pericolosa   96 Una vita 
 97 Uno, nessuno e centomila   98 Uto   99 Ventimila leghe sotto i mari 

Omnialibri è online

•Dicembre 9, 2007 • Lascia un Commento

E’ online il nuovo sito OmniaLibri.

Sito interamente dedicato al mondo dei libri: recensioni, commenti, informazioni e novità relative ai libri dal mondo dei libri.

Di seguito l’elenco dei titoli più venduti della scorsa settimana (fonte: arianna)

Titolo Autore Editore Prezzo
1 Maruzza Musumeci  Andrea Camilleri  Sellerio Editore Palermo   10,00
2 L’amore e il potere….  Bruno Vespa  Mondadori   18,50
3 Mondo senza fine  Ken Follett  Mondadori   20,00
4 La casta…  G. Antonio Stella; Sergio Rizzo  Rizzoli   18,00
5 Voi non sapete. Gli amici, i nemici, la mafia….  Andrea Camilleri  Mondadori   17,00
6 Mille splendidi soli  Khaled Hosseini  Piemme   18,50
7 La speranza indiana. Storie di uomini, città e denaro dalla più grande democrazia del mondo  Federico Rampini  Mondadori   15,00
8 I figli di Húrin  John R. R. Tolkien; C. Tolkien (cur.)  Bompiani   20,00
9 L’eleganza del riccio  Muriel Barbery  E/O   18,00
10 Il cacciatore di aquiloni  Khaled Hosseini  Piemme   17,50
11 Il potere della luce. Fairy Oak. Vol. 3  Elisabetta Gnone  De Agostini   16,90
12 La sovrana lettrice  Alan Bennett  Adelphi   12,00
13 Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra  Roberto Saviano  Mondadori   15,50
14 L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani  Umberto Galimberti  Feltrinelli   12,00
15 Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento  Sergio Luzzatto  Einaudi   24,00

 

Siddharta di Hermann Hesse: recensione e riassunto del libro

•Ottobre 18, 2007 • Lascia un Commento

Siddharta è un romanzo dello scrittore tedesco Hermann Hesse edito nel 1922.

Considerato dallo stesso Hesse come un “poema indiano”, il romanzo presenta un registro molto originale che unisce lirica ed epica, ma anche narrazione e meditazione, elevazione e sensualità, e che lo rende tutt’ora affascinante.

Il successo del libro arrivò un ventennio dopo la pubblicazione e sulla scia del Premio Nobel conferito ad Hesse nel 1946, e fu frutto soprattutto dei giovani che fecero della figura di Siddharta un compendio dell’inquietudine adolescenziale, dell’ansia di ricerca di sé stessi, dell’orgoglio dell’individuo davanti al mondo ed alla storia, accomunati in un rifiuto senza appello.

Il libro narra la vita di Siddharta, giovane indiano, che cerca la sua strada nei più svariati dei modi. Fin da subito il narratore si dimostra esterno ed onnisciente poiché, benché faccia intuire che la storia di Siddharta è tra le più particolari, non esprime un suo punto di vista. Si può dire che la focalizzazione è quella del giovane.

Infatti è attraverso i suoi occhi che noi vediamo un’India del VI secolo a.C. dominata da molte religioni, da molti modi di vivere, da realtà e ipocrisie.

Siddharta inizia il suo viaggio fiancheggiato dall’inseparabile amico d’infanzia, Govinda, il quale lo ha sempre visto come un saggio. I due decidono di andare a vivere con i “Samana”, pensatori che vivono di poco o nulla, che imparano a impersonarsi con tutto ciò che incontrano. Così fa infatti Siddharta. Dopo aver vissuto con loro, lui e Govinda decidono di andare a vedere il Buddha Gotama, alla quale setta Govinda decide di aggregarsi. Siddharta rimane quindi solo e arriva ad una città, dove conosce la bella Kamala.

La straordinaria maestria di Hesse è ben visibile nei capitoli riguardanti Kamala, in quanto non la nomina mai con un appellativo dalla connotazione negativa, ma lascia intuire il lavoro, moralmente poco “elevato”, della donna. Siddharta decide di imparare l’amore da lei e tramite quello apprende i vari modi di lavorare, di guadagnare, di spendere e di divertirsi.

Il personaggio dell’autore che dapprima sembrava “immacolato” si dimostra soggetto alle debolezze umane, lui che considerava male quei comportamenti e che se ne considerava superiore.

Dopo anni e anni passati con Kamala, Siddharta si dispera, capisce il suo errore e scappa. Qui si ha il climax del libro, Kamala abbandonata dall’uomo che ama e da cui sa di non essere amata porta in grembo un figlio destinato a chiamarsi come il padre. Anche senza dichiararlo apertamente, l’autore lascia intendere che Siddharta incontrerà il figlio.

Questo succederà solo dopo un lungo periodo di transizione dell’ormai uomo Siddharta che, dilaniato dai rimorsi per il suo stile di vita degli ultimi anni, ipotizza per sé il suicidio come forma estrema di purificazione. Ma il caso, forse il destino, lo aiuta: incontra Govinda. L’amico da subito non lo riconosce, anzi si ferma pensando di aiutare uno sconosciuto. L’incontro tra i due è toccante, ma quando si separano si ha di nuovo la sensazione che si rivedranno.

Siddharta ha ritrovato un motivo di vita e cerca una nuova strada, che trova sulle sponde dello stesso fiume nel quale pensava di porre fine alla sua vita. Un vecchio barcaiolo di nome Vesuveda ci abita e condivide con Siddharta l’idea che il fiume sia vivo, che parli, che insegni. Siddharta decide di rimanere con l’uomo da cui imparerà molto, anche durante i lunghi silenzi.

Un’altra scena toccante si ha con il passaggio di Kamala che è in viaggio per trovare Gotama, il Buddha ormai morente; con lei c’è il piccolo Siddharta. Un serpente morde la madre, il piccolo piange e richiama l’attenzione del padre che, riconosciuta la donna, cerca di aiutarla, ma tutto è inutile. Ora Siddharta ha un figlio da crescere. Come in tutti i romanzi c’è l’antagonista dell’eroe, ma è un paradosso: di Siddharta è lo stesso figlio. Il giovane ragazzo è ribelle, non lavora, si annoia, non vuole imparare: totalmente il contrario del padre. Dopo anni di sofferenza, il figlio scappa e Siddharta è costretto a lasciarlo andare: sono troppo diversi per poter convivere. Questo episodio, inoltre, induce Siddharta a pensare a quando anche lui aveva abbandonato suo padre e al dolore che gli aveva sicuramente procurato. Un giorno anche il vecchio barcaiolo lascia Siddharta, recandosi nella foresta, alla ricerca anche lui di altre conoscenze.

E qui si chiude il libro, nel rincontro di Siddharta e Govinda, ormai vecchi, vissuti, sapienti. L’amico ancora una volta non riconosce Siddharta, invecchiato, cambiato. Si raccontano le vite, ma soprattutto Govinda chiede all’amico quale sia, dopo tutti questi anni, la sua filosofia e Siddharta attua un monologo a dir poco affascinante.

Ora c’è da chiedersi se quel che Hesse fa dire al suo personaggio non sia altro che quello che lui ha dedotto da anni di studi sui libri del nonno, ma su una cosa non si può che essere d’accordo: Siddharta è un Buddha.

Ciò che trasmette questo libro non è solo un insegnamento morale, ma una lezione di vita su come giudicare per essere giudicati, su come cercare la conoscenza e su come anche il più puro degli uomini si possa ritrovare nel peccato.

Fonte: it.wikipedia.org

Altre opere di Hermann Hesse : Narciso e Boccadoro, Siddharta.

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Riassunto di “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello

•Settembre 6, 2007 • 1 Commento

Uno, nessuno e centomila è una delle opere più famose di Luigi Pirandello. Iniziata già nel 1909, esce solo nel 1926, prima sotto forma di rivista e poi di volume. Quest’opera, l’ultima di Pirandello, riesce a sintetizzare il pensiero dell’autore nel modo più completo. L’autore stesso, in una lettera autobiografica, definisce quest’opera come il romanzo “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita”. Il protagonista, infatti, può essere considerato come uno dei personaggi più complessi del mondo pirandelliano, e sicuramente il più pieno di autoconsapevolezza di questo mondo. Dal punto di vista formale, stilistico, si può vedere la forte inclinazione al monologo del protagonista, che molto spesso si rivolge al lettore, ponendogli interrogativi e problemi in modo da coinvolgerlo direttamente nella vicenda, che è senza dubbio di portata universale. La lunga gestazione dell’opera potrebbe far pensare che essa sia frammentaria e disorganizzata. Al contrario essa può essere considerata come l’apice della carriera dell’autore e della sua tensione narrativa.

Il protagonista di questa vicenda, Vitangelo Moscarda, è una persona ordinaria, che ha ereditato da giovane la banca del padre e vive di rendita affidando a due fidi collaboratori la gestione dell’impresa. Un giorno, tuttavia, in seguito alla rivelazione da parte della moglie di un suo difetto fisico (il naso leggermente storto, di cui non si era mai accorto), inizia a scoprire che le persone intorno a lui hanno un’immagine della sua persona completamente diversa da quella che lui ha di sé. È la consapevolezza di essere presente nelle persone intorno a lui in centomila forme differenti che accende il desiderio di distruggere queste forme a lui estranee, con l’obiettivo di scoprire il vero sé. Inizia, quindi, ad agire con il fine di strappare queste immagini sbagliate di sé che sono nelle persone, iniziando con la moglie e il suo Gengè (il nomignolo con cui lo chiamava e cui ella affidava l’immagine del marito). La sua prima consapevolezza, dunque, ha come oggetto ciò che non è, e nel tentativo di distruggere queste errate convinzioni, apre la strada per la scoperta di ciò che è. La difficoltà, però, sta nel conoscere sé stesso, la vera essenza di sé. Vitangelo Moscarda tenta di sorprenderla in un attimo in cui si affaccia sulla realtà, ma nel momento in cui si rende conto di ciò, la fa scomparire. Ne deriva l’impossibilità a conoscere l’io profondo, l’essenza stessa di sé.

Il protagonista arriverà alla follia, che non è considerata in modo negativo, ma è considerata come un momento in cui, sospesi tutti i comportamenti prima automatici, la facoltà percettiva riesce ad allargarsi e vedere il mondo con “altri occhi”, perché finalmente libera dalle regole consuete.

L’opera finisce con la presentazione della “vera vita”, finalmente libera dalle costrizioni, capace di rinascere ogni attimo.Vitangelo Moscarda capisce che l’unico modo per liberarsi dalla prigione in cui la vita ci rinchiude, non basta cambiare nome, ma bisogna rifiutare completamente ogni nome, visto come la rappresentazione della forma di una cosa, la sua parte statica. Ma, proprio perché la vita non è statica, il nome rappresenta proprio la morte. Dunque l’unico modo per vivere in ogni istante è vivere attimo per attimo la vita, rinascendo ogni attimo in modo diverso.

Fonte: it.wikipedia.org

Altre opere: Il fu Mattia Pascal,  L’esclusa

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Riassunto del libro “Il barone rampante”

•Settembre 6, 2007 • Lascia un Commento

Il barone rampante è un romanzo di Italo Calvino scritto nel 1957, secondo capitolo della “trilogia araldica”, insieme a Il visconte dimezzato (1952) e Il cavaliere inesistente (1959).

Ambientato in un paesino immaginario della riviera ligure, Ombrosa, rappresenta come tema centrale la visione dell’autore, poco incline a giudizi e opinioni ottusi e assoluti. Il comportamento stesso del protagonista si rifà a un’idea di rifiuto delle regole preconcette e di accettazione delle diversità.

Il romanzo è narrato da Biagio, fratello minore del protagonista, ed è la storia di un giovane barone, Cosimo Piovasco di Rondò, primogenito di una famiglia nobile “momentaneamente” decaduta. Il fatto principale è rappresentato da un futile litigio avvenuto il 15 giugno 1767 nella tenuta di Ombrosa, tra Cosimo adolescente e suo padre, dopo il quale Cosimo salirà sugli alberi del giardino di casa per non scenderne mai più.

Dopo il litigio, la vita del protagonista si svolgerà sempre sugli alberi, prima nel giardino di famiglia e, in seguito, nei boschi del circondario, inframezzata da parentesi in terre lontane seppur collegate per «via vegetale» alla tenuta del barone. La vita di Cosimo sarà piena di eventi, a partire dalle scorribande con i ladruncoli di frutta fino ad arrivare alle giornate trascorse a caccia o assorto nella lettura. Nella vita del barone non mancheranno delle relazioni amorose, infatti, durante i suoi viaggi Cosimo conoscerà ad Olivabassa, un paesino confinante con Ombrosa, degli esiliati spagnoli e si innamorerà di Ursula che però, terminato l’esilio, ritornerà in Spagna mettendo fine alla loro storia.

La sua fama si diffonde con rapidità e toni impensabili per l’epoca d’ambientazione del racconto. Se all’inizio Cosimo diviene famoso come fenomeno da baraccone e la sua famiglia quasi se ne vergogna, in seguito interagisce anche con personaggi come Diderot, Rousseau, Napoleone e lo Zar di Russia, stratagemma che Calvino usa probabilmente per conferire dignità e importanza a un personaggio in parte autobiografico. Cosimo scrive anche un Progetto di Costituzione di uno Stato ideale fondato sugli alberi, opera che contribuisce alla fama e al rispetto di cui sopra.

Il ritorno di Viola, suo primo amore, fa esplodere un sentimento reciproco in realtà sempre esistito, che si concluderà tristemente per una serie di equivoci e cose non dette. Quello tra i due è un amore fortissimo, ma in qualche modo distruttivo per entrambi, costellato da litigi furibondi e da riconciliazioni, da fughe e da ritorni. Nonostante poi la relazione termini l’amore non cesserà mai e dal momento della separazione il barone di Rondò non sarà più lo stesso. Cosimo ormai malato e moribondo viene assistito dall’intera comunità di Ombrosa, ma agli inviti e alle preghiere di abbandonare gli alberi egli si rifiuta sempre in maniera categorica. Un giorno sorprendendo tutti si arrampica sulla cima di albero altissimo e, approfittando di una mongolfiera di passaggio vi si aggrappa. Così, senza tradire il suo intento di non rimettere più piede sulla terra, scompare nel mare.

Fonte: it.wikipedia.org

Altre opere di Calvino:  Il visconte dimezzato , Il cavaliere inesistente , Il barone rampante

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Come Dio comanda – Niccolò Ammaniti

•Settembre 6, 2007 • Lascia un Commento

Sintesi di Come Dio comanda

Rino e Cristiano Zena sono padre e figlio, e sono una famiglia, perché la madre se n’è andata e loro vivono soli. Cristiano potrebbe essere un adolescente come tanti, ma è Rino a non essere un padre come gli altri: disoccupato, emarginato, violento, alcolista, tenuto sotto controllo dall’assistenza sociale che minaccia di revocargli la custodia del figlio. Rino tuttavia ama Cristiano e si dedica a lui: con tenerezza, con affetto vero lo educa alla violenza e al culto della forza. Con i suoi amici Danilo e Quattro Formaggi non costituisce soltanto un trio di balordi, ma un vero e proprio clan, appassionato e affettuoso, che si prende cura del ragazzo. Alle loro vicende si intrecciano quelle della ragazzina di cui Cristiano è segretamente innamorato, Fabiana, e della sua amica Marina.

Descrizione

A cinque anni dallo strepitoso successo di Io non ho paura, diventato anche film nel 2003 con la regia di Gabriele Salvatores, Niccolò Ammaniti torna a far parlare di sé con un nuovo romanzo che, oltre a raccontare la storia di un ragazzino e suo padre, ci restituisce anche un ritratto dell’Italia d’oggi, con le sue trasformazioni, le sue contraddizioni, le sue brutture. In un paesaggio di desolanti periferie, dove si susseguono centri commerciali, capannoni e baracche, dove gli uomini e le donne trascorrono il tempo a imbottirsi di fiction o soap opera confrontando la realtà con le vicende ideali dei personaggi televisivi, dove l’ignoranza e l’indigenza sfociano nella violenza, si snodano le esistenze di Rino e Cristiano Zena: il loro complicato e tragico rapporto di padre e figlio è il fulcro del romanzo di Ammaniti, da cui si dipanano i rivoli di una vicenda apocalittica in cui convivono orrore e disincantato umorismo. I protagonisti sono figure ai margini, personaggi “estremi”, estremamente violenti, estremamente instabili ma anche, seppur a modo loro, estremamente capaci di amare; annaspano in un mondo in continuo cambiamento, travolti dalle loro paure, dal loro odio per chi è debole e diverso, in primo luogo gli extracomunitari, dal terrore di perdere le loro certezze, il lavoro, gli affetti. Per uscire dal tunnel e dare una svolta alle loro vite, Rino e i suoi due amici, lo squinternato e libidinoso Corrado Rumitz, detto Quattro Formaggi «per un’insana passione per la pizza ai quattro formaggi con cui si era nutrito per gran parte dei suoi trentotto anni», e Danilo Aprea, segnato dalla morte della figlia e dall’abbandono della moglie, decidono di compiere il colpo della vita: svaligiare un bancomat. Nel loro piano si trovano però coinvolte anche la ragazzina di cui Cristiano è segretamente innamorato, Fabiana, e della sua amica Marina, coppia di adolescenti simbiotiche e un po’ sbandate, a cui nella vita non manca veramente nulla, se non forse dei genitori capaci di costituire in qualche modo un punto di riferimento. Una notte sarà decisiva per le vite di tutti loro: in quella notte la grande tempesta sconvolgerà la pianura sradicando alberi e scoperchiando capannoni industriali e trascinerà tutti i protagonisti della vicenda verso l’occhio del ciclone…
Personaggi di forte spessore, che colpiscono per la loro sorprendente umanità, l’ambientazione suggestiva e allo stesso tempo realistica, la trama dal ritmo incalzante e dai risvolti imprevedibili, la capacità di tratteggiare un ritratto vivace e grottesco della società contemporanea, sono questi gli ingredienti del nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti, che già si preannuncia destinato a un successo non minore dei suoi precedenti.
Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.

Ascolta la presentazione del libro su RadioAlt.

Fonte: www.ibs.it

Altri romanzi di Niccolò Ammaniti: Come Dio comanda, Io non ho paura

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La metamorfosi – Franz Kafka

•Settembre 6, 2007 • Lascia un Commento

La Metamorfosi è il racconto più noto dello scrittore boemo Franz Kafka. Il titolo originale dell’opera, in tedesco, è Die Verwandlung e venne pubblicata per la prima volta nel 1912.

L’opera è il racconto di un uomo comune, Gregor Samsa, un modesto impiegato che un mattino si sveglia e si accorge di essersi trasformato in un enorme scarafaggio. La prima reazione dell’uomo non è di sgomento, né di meraviglia per il suo nuovo stato, ed anzi si preoccupa più del modo in cui andare al lavoro (è commesso viaggiatore) in quelle condizioni, tenendo conto anche del fatto che era in mostruoso ritardo. Nonostante i suoi tentativi di tenere nascosta la sua situazione al resto della famiglia ed al procuratore suo superiore e datore di lavoro, questi ultimi riescono ad entrare nella stanza. Il terrore che colpisce i suoi famigliari ed il procuratore, tuttavia, li obbliga a richiudere immediatamente la porta, spingendo il povero Gregor dentro con un bastone. La vista di Gregor in quelle condizioni porta a reazioni di orrore in tutti loro (la madre sviene, il padre piange ed il procuratore ha un gesto d’orrore).

Il resto del racconto narra della nuova vita di Gregor Samsa, abbandonato da tutti tranne che dalla sorella Grete che si preoccupa di lui e gli procura il cibo. Le reazioni del padre e della madre sono tuttavia ancora ostili: una volta Gregor prova ad uscire dalla sua stanza, provocando lo svenimento della madre e l’attacco del padre con il lancio di alcune mele: una di queste lo colpisce e lo ferisce.

Dopo poco tempo, tuttavia, Gregor viene completamente abbandonato a sé stesso, anche dalla sorella che nel frattempo ha trovato un lavoro, ed il conseguente malessere lo porta in uno stato tale da rifiutare il cibo offertogli fino a giungere ad una morte lenta, causata dal rifiuto nei suoi confronti della sua famiglia. Agli occhi della famiglia, infatti, egli è divenuto un peso, visti anche i problemi economici che i famigliari devono affrontare a causa della perdita del lavoro di Gregor, unico componente della famiglia che lavorava. Il padre, con cui aveva avuto dei contrasti, arriva persino a pensare a come liberarsi del figlio, visto ormai solo come un mostro.

Il cadavere di Gregor viene infine gettato nella spazzatura, ed il suo nome completamente dimenticato dalla famiglia, che riesce a risollevarsi dai problemi economici che l’avevano afflitta.

Fonte: it.wikipedia.org

Altre Opere di Franz Kafka: La metamorfosi, Il processo.

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